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Profumo di vacanze

Nelle ultime settimane sono rimasta a guardare tante persone che una alla volta partivano per le vacanze, finalmente è arrivato il mio turno. Dopo un anno di corri, parti, torna, fai la spesa, palestra, cene, lavoro, fidanzato, parenti, commissioni varie posso tirare un sospiro di sollievo, anche se – devo essere sincera con voi – qualche sfizio prima di queste vacanze me lo sono tolto 🙂

Saranno delle vacanze più “economiche” quelle di quest’anno ma per fortuna che ci sono!

Buone ferie a tutti!

Meraviglioso

Sveglia alle 3 del mattino, un po’ intontita e sonnecchiante mi trascino per casa sbattendo a destra e a sinistra. L’acqua fredda sul viso mi sveglia, mi ricordo il motivo che mi spinge a far questo nel cuore della notte e la motivazione mi riattiva come una molla: mi vesto velocemente, afferro lo zaino e il sacco a pelo e volo giù per le scale, un’auto mi sta aspettando. Inizia il viaggio: buio, stelle, luna, curve, pedaggi, altre curve e mi addormento. Mi rianimo al confine francese quando finalmente vedo il mare.

Eccolo lì: così calmo, azzurro e scintillante con le luci del mattino, mi sento già meglio. Una volta arrivati metto il costume e mi sdraio in spiaggia a farmi scaldare dal sole, che bello sentire le ossa che prendono calore. Sento nell’aria profumo di salsedine e posso ascoltare beandomene le onde che si infrangono sul bagnasciuga. Più tardi farò un bagno anche se l’acqua è fredda, non vedo l’ora di sentire il sale sulla pelle e nuotare… che senso di libertà si prova in acqua.

All’ora di pranzo mentre i miei amici dormono e la spiaggia è pressoché deserta mi tiro su e sto seduta ad ammirare lo spettacolo che offre la natura, mi sento pervadere da un senso di pace e di benessere e guardando tutto questo penso a quella canzone dei Negramaro: è proprio vero ma come facciamo a non accorgerci di quanto il mondo sia meraviglioso? Sicuramente difficile, duro, non sempre giusto, ma sempre e comunque meraviglioso. Non posso fare a meno di crederci e di pensarlo, solo che ogni tanto me ne dimentico.

Work, work, work

Rieccomi qua dopo settimane di assenza in cui ho completamente mandato a quel paese i miei propositi di lavorare meno e pensare di più al tempo libero che avevo tanto elogiato nell’articolo Casalinghe: non proprio disperate facendo la paladina che protegge la vita privata. Tutte cazzate! Cioè non che non sia giusto anzi giustissimo, ma sono io quella che dice cavolate perché sono ricaduta vittima delle cose da cui volevo prendere le distanze per cui mi sento una completa cazzara 😦

Penserete che abbiano deciso di darmi più soldi per farmi lavorare così tanto e invece NO! Sono io che ho la mente completamente bacata! Sono caduta nella trappola di sacrificare il mio tempo libero per le belle parole che mi hanno raccontato, tra l’altro completamente fasulle. Devo farmi curare seriamente, da uno bravo però, visto che ho qualcosa che non va. Si perché non so per quale assurdo motivo il mio senso del dovere e di appartenenza all’azienda sono davvero molto alti, e quando mi si parla di fare il bene comune e di dare una mano per raggiungere risultati che permettano al business di crescere anche senza alcuna ricompensa economica, io non sono più in grado di intendere e di volere e immagino veramente che il mio aiuto serva e possa fare la differenza. Comunque ora sono rinsavita, di nuovo, ma a questo punto non posso ritenermi immune dal cascare un’altra volta nella rete dell’adescatore, quindi mi sottoporrò ad un intervento neurochirurgico per fami togliere quella valvolina da brava impiegata che mi scatta tutte le volte e mi farò impiantare quella che  dice: “Attenta! Ti stanno prendendo per i fondelli” 🙂 Peccato che non si possa fare sul serio…mi eviterei tanti di quei mal di pancia… uff!

Ma il lavoro non dovrebbe nobilitare l’uomo?!? Probabilmente mi tirerò dietro gli insulti di chi è a casa disoccupato, ma non posso fare a meno di chiedermi: non si può trovare una via di mezzo? Forse no, probabilmente questo è un momento in cui è tutto bianco o tutto nero, anzi grigio o nero visto come vanno le cose nel nostro Paese. Non voglio però chiudere l’articolo con questi colori, sono un’ottimista e penso realmente che le cose andranno meglio e ci risolleveremo. Certo non possiamo pensare che le nostre aziende restino così come sono adesso. A mio avviso il mondo del lavoro deve cambiare completamente approccio, così com’è ora non è più sostenibile ma questo è un discorso che affronterò la prossima volta 🙂 nel frattempo vado a casa a godermi un po’ il MIO tempo libero!

Per sorridere un po’

Con un po’ di ironia e di umorismo ho deciso di scrivere questo articolo riassumendo le amiche-conoscenti che ho avuto modo di conoscere negli anni. Le ho suddivise in queste tipologie:

  1. la copiona > è quella che sin da subito ti sta simpatica ed è molto disponibile, vuole piacerti a tutti i costi perché in realtà si è infatuata di te e quindi fa tutto quello che fai tu, la pensa come te e ti accontenta sempre. Inizialmente pensi che sia una cosa fantastica andare così d’accordo e avere le stesse idee, presto però il rapporto diventa pesante: lei parla come te, si veste come te, non ti molla mai e passa tutto il suo tempo con te. Vuole sempre venirti a prendere e riportarti a casa, ti fa in continuazione regali che ha acquistato anche per sé, e diventa aggressiva nei confronti delle altre tue amiche. È gelosa di loro perché nella tua vita vuole esserci soltanto lei. Consiglio: sbarazzarsene quanto prima 
  2. la sofisticata > non ti ricordi perché siete amiche forse hai subito il suo fascino appena l’hai conosciuta, ben presto però ti rendi conto che è non è davvero una buona amica, ti tratta sempre con aria di superiorità. Non le va bene mai niente di quello che proponi: lei avrebbe scelto un altro locale, un altro ristorante, nei posti che frequenta lei c’è sempre “bella gente” tradotto “il posto che hai scelto tu fa cagare”. Quando le fai un regalo lo guarda sempre con sospetto e con aria di leggero disgusto, ogni volta che vi incontrate ti squadra dall’alto in basso e peggio fa con il tuo fidanzato che lo tratta come un alieno da non sfiorare neppure, nel caso in cui le potesse trasmettere chissà che virus. Consiglio: astenersi se possibile
  3. la festaiola > conosciuta ad una festa fantastica mentre ballava sui tavoli. È un tipo divertente, sempre con la risata pronta, non si perde una serata in discoteca ed è sempre di buon umore. Peccato che non sia mai disponibile per una chiacchierata un po’ più seria, per lei è sempre tutto uno scherzo. Ma va bene così quando vuoi divertirti e vuoi una serata molto molto spumeggiante stai sicuro che lei c’è sempre! Consiglio: da coltivare con moderazione 🙂
  4. la comandate in capo > vuoi proporre una pizzeria dove mangiare o hai pensato al programma della serata? Beh dimenticateli! Decide solo lei dove si va, chi deve essere invitato, giorno e orario, gli altri si devono adeguare. Con lei ti senti sempre sotto esame come un giovane militare davanti ai superiori. All’inizio pensavi avesse un carattere forte e fosse determinata ma presto hai capito che non ti ascolta mai e la tua opinione non conta nulla. Lei non parla, ordina e a te di conseguenza viene da dire “Si, Signore” e poi la mandi a quel paese ma solo nella tua testa perché in realtà la temi. Magari non lo fa per cattiveria ma questo atteggiamento è insopportabile. Consiglio: consigliarle di arruolarsi, c’è sempre bisogno di volontari!
  5. la competitiva > vi siete incontrate ad una maratona di tennis e indovinate chi ha vinto?!? 🙂 Deve avere sempre il vestito più bello, il suo fidanzato deve essere a tutti i costi perfetto, bellissimo, ricchissimo, che fa regali da sogno. Se provi a fare qualsiasi cosa lei l’ha già fatta e sicuramente meglio di te. Non andarci in palestra o ad una partita di tennis, si farà venire un infarto ma deve vincere per forza lei 🙂 Consiglio: tanta pazienza, mantenere questo ritmo è praticamente impossibile prima o poi cederà!

E poi ci sono le vere amiche, impossibile inserirle in qualsiasi categoria perché ognuna con il proprio carattere e la propria personalità ti consigliano, ti aiutano, ti voglio bene senza compromessi.

Casalinghe: non proprio disperate

Circa 10 giorni fa ho subito un intervento, niente di grave, mi hanno asportato la colecisti anche se avrei preferito tenermi tutti i miei organi! 🙂 Comunque dopo un piccolo periodo in ospedale sono stata dimessa e sono tornata a casa. Finalmente sono riuscita a dormire, non so se fosse il letto dell’ospedale o i 35 gradi pure di notte che non mi facevano chiudere occhio, ma a casa mia nel mio lettino anzi lettone ho ronfato come non succedeva da un po’! Sarà stato anche perché avevo passato diverse notti in bianco, ma davvero appena toccato il mio cuscino sono completamente svenuta.
Il problema è stato il risveglio, tralasciando i dolori che mi facevano contorcere ma che ho sedato con un bell’antidolorifico strong :-), non sapevo che cavolo fare. Sembrerà strano ma non mi capitava di stare a casa così tanto dai tempi delle vacanze estive della scuola. Per fortuna le mie meravigliose amiche mi hanno portato cofanetti di serie tv e dvd di svariati film, nonché un hardisk strapieno degli ultimi successi del cinema. I primi due facciamo anche tre giorni mi sono completamente drogata di tv, il quarto giorno non ne potevo più! Anche perché la mia capacità di movimento era ancora moooolto limitata. Così ho cominciato un libro di Ken Follet che volevo iniziare a leggere da tempo, sapete che Ken Follet scrive sempre libri parecchio lunghi quindi ho avuto il mio bel da fare per un po’ di tempo. Dopo di che, finiti anche i libri, stavo nuovamente impazzendo, così ho iniziato a pensare, pensare, pensare…. finché l’idea di stare a casa, ovviamente potendosi muovere, ha iniziato a non farmi così schifo come all’inizio. Probabilmente avrei comunque poco tempo libero però mi affascina il mondo delle casalinghe. E lo dice una che ha sempre pensato di diventare una super manager (come si fa l’emoticon imbarazzata?!?) e che ogni giorno passa il tempo in ufficio facendosi in quattro per raggiungere questo obiettivo.
Eppure questo mondo di donne che si dedicano completamente alla famiglia e alla casa un po’ mi affascina, con questo non intendo dire che non pensano a loro stesse. Anzi molte si svegliano la mattina, preparano la colazione, portano i figli a scuola e poi vanno in palestra. Dopo la palestra si dedicano alla casa e al pranzo e poi si fanno trovare di nuovo davanti scuola per portare i pargoli a casa. Nel pomeriggio, dopo i compiti dei bimbi, li accompagnano ad una delle mille attività sportive che fanno oggigiorno i bambini e poi se ne vanno in giro a fare la spesa, si dedicano ai lori hobby oppure fanno una passeggiata con le amiche. Riprendono i figli e tutti a casa a preparare la cena o perché no a mangiar fuori, ogni tanto si può fare. Lo so non tutte le casalinghe sono così e non è un mondo dorato come l’ho descritto, ma ne sento tante che si sono organizzate in questa maniera. D’altronde fare la casalinga non significa dover sacrificare se stesse e i propri interessi.

Io in realtà non lo so, non ho figli e fino a 3 settimane fa vivevo pure da sola quindi non ho un vero metro di riferimento per cui siate clementi 🙂 Di solito lavoro tutto il giorno, esco di casa alle 8:30 del mattino e torno se va bene alle 19:30, svengo sul divano per 20-30 minuti e poi mi obbligo a preparare la cena. Metto un po’ in ordine casa, faccio qualche telefonata, metto la smalto… Altre sere invece esco per un aperitivo, una cena, un cinema eccetera.

Tirando le somme di questi miei ragionamenti…. non so se con l’obiettivo che ho di fare carriera riuscirei a fare l’altro tipo di vita, ma a dir la verità mi piacerebbe provare. Peccato che a prescindere da cosa voglio diventare la realtà è che devo andare a lavorare e guadagnarmi la pagnotta, visto che il lavoro per fortuna ce l’ho anche se spero un giorno di poter avere un’attività tutta mia.
Però nel frattempo mi godo per quanto possibile questo intervallo e chi lo sa al mio rientro in ufficio potrei decidere di dedicare meno tempo al lavoro privilegiando di più i miei interessi! wait & see…

Giretto a Venezia

Il weekend appena passato mi sono concessa un viaggio a Venezia grazie ai coupon, una città straordinaria e unica.

Il consiglio migliore che posso dare è fare di tutto per perdersi! Si perdersi nelle calle (le vie) attraversando i ponti, ce ne sono 354 :-), e passando per i vari campi (le loro piazze), è stupendo senza contare che salendo e scendendo per i ponti e facendo continuamente scale è meglio della palestra!  Vi avviso però che non è che sia una città costosa, de più! Tralasciamo il pernottamento che meriterebbe un capitolo a parte, ma tutto tutto a Venezia costa tantissimo. Per il giro in gondola da 30 minuti ci vogliono 80 euro, per un’ora 120. Wow che sconto! Anche entrare a Palazzo Ducale e negli altri splendidi musei è un salasso, infatti ne ho visti solo due 🙂 e per mangiare ci vogliono almeno 25-30 euro a persona. Soprattutto muovetevi a piedi, ogni volta che si prende il vaporetto sono circa 7 euro a tragitto.

Ho cercato di fare un po’ di economia per quanto possibile ma anche se mi sono svenata ne è valsa la pena, non potevo non vedere una città così favolosa, con tutti i palazzi nell’acqua, solo mezzi acquatici per spostarsi: persino l’ambulanza, polizia, guardia di finanza e i carri funebri sono via mare, davvero incredibile!

E poi ci sono tanti di quei turisti, vi giuro che anche a Roma, a Londra, Parigi, non è possibile vederne così tanti sempre e continuamente. Si respira aria di mare ma anche di storia, di cultura e soprattutto di arte. Ci sono mostre dappertutto di grandi artisti e di quelli emergenti, in ogni calla, in ogni campo e su tutti i ponti ci sono e sono pezzi d’arte. Per non parlare delle meravigliose creazioni di vetro che sono vendute in ogni angolo della città, i mastri vetrai sanno davvero il fatto loro! Imperdibile da vedere è anche il mercato di Rialto, non ho mai visto così tanto pesce tutto insieme, freschissimo e almeno quello a prezzi ottimi, peccato non poterlo comprare e cucinare. I veneziani sono davvero gentili e disponibili, per cui se vi capita – e se non vi capita fatelo capitare – visitate Venezia!

vicino il mercato di Rialto le gondole il gran canale dalla basilica di san marco dal ponte dell'accademia dal gran canale

Perchè Sanremo è Sanremo!

Io la buona volontà di vedere il festival ce lo messa. Ma proprio niente NON-MI-PIA-CE!

La Littizzetto la adoro e trovo che sia fantanstica, ma non può tutto il tempo usare in prima serata e a questa serata le parole cazzo e minchia, mandare a cagare tutti continuamente. Dopo 10 minuti mi ero già stancata. Idem per Fazio, probabilmente mi tirerò gli insulti dietro, ma penso che non sia assolutamente in grado. Non ha lo standing per condurre un programma del genere.

A parte questo, evitando di parlare dei cantanti e delle canzoni, mi è piaciuta tantissimo la scenografia con l’orchestra tutta sospesa e quei bei colori sgargianti e allegri che cercando sul web è da attribuirsi a Francesca Montinaro. Complimenti davvero! L’ho trovata originale ed elegante senza essere pesante.

Repubblica scrive:

A firmare la scenografia del 63esimo Festival di Sanremo è per la prima volta nella storia dello show, una donna, Francesca Montinaro

Che dire: women do it better! 🙂

Peccato che tutto il resto non sia all’altezza!

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