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Meraviglioso

Sveglia alle 3 del mattino, un po’ intontita e sonnecchiante mi trascino per casa sbattendo a destra e a sinistra. L’acqua fredda sul viso mi sveglia, mi ricordo il motivo che mi spinge a far questo nel cuore della notte e la motivazione mi riattiva come una molla: mi vesto velocemente, afferro lo zaino e il sacco a pelo e volo giù per le scale, un’auto mi sta aspettando. Inizia il viaggio: buio, stelle, luna, curve, pedaggi, altre curve e mi addormento. Mi rianimo al confine francese quando finalmente vedo il mare.

Eccolo lì: così calmo, azzurro e scintillante con le luci del mattino, mi sento già meglio. Una volta arrivati metto il costume e mi sdraio in spiaggia a farmi scaldare dal sole, che bello sentire le ossa che prendono calore. Sento nell’aria profumo di salsedine e posso ascoltare beandomene le onde che si infrangono sul bagnasciuga. Più tardi farò un bagno anche se l’acqua è fredda, non vedo l’ora di sentire il sale sulla pelle e nuotare… che senso di libertà si prova in acqua.

All’ora di pranzo mentre i miei amici dormono e la spiaggia è pressoché deserta mi tiro su e sto seduta ad ammirare lo spettacolo che offre la natura, mi sento pervadere da un senso di pace e di benessere e guardando tutto questo penso a quella canzone dei Negramaro: è proprio vero ma come facciamo a non accorgerci di quanto il mondo sia meraviglioso? Sicuramente difficile, duro, non sempre giusto, ma sempre e comunque meraviglioso. Non posso fare a meno di crederci e di pensarlo, solo che ogni tanto me ne dimentico.

Work, work, work

Rieccomi qua dopo settimane di assenza in cui ho completamente mandato a quel paese i miei propositi di lavorare meno e pensare di più al tempo libero che avevo tanto elogiato nell’articolo Casalinghe: non proprio disperate facendo la paladina che protegge la vita privata. Tutte cazzate! Cioè non che non sia giusto anzi giustissimo, ma sono io quella che dice cavolate perché sono ricaduta vittima delle cose da cui volevo prendere le distanze per cui mi sento una completa cazzara 😦

Penserete che abbiano deciso di darmi più soldi per farmi lavorare così tanto e invece NO! Sono io che ho la mente completamente bacata! Sono caduta nella trappola di sacrificare il mio tempo libero per le belle parole che mi hanno raccontato, tra l’altro completamente fasulle. Devo farmi curare seriamente, da uno bravo però, visto che ho qualcosa che non va. Si perché non so per quale assurdo motivo il mio senso del dovere e di appartenenza all’azienda sono davvero molto alti, e quando mi si parla di fare il bene comune e di dare una mano per raggiungere risultati che permettano al business di crescere anche senza alcuna ricompensa economica, io non sono più in grado di intendere e di volere e immagino veramente che il mio aiuto serva e possa fare la differenza. Comunque ora sono rinsavita, di nuovo, ma a questo punto non posso ritenermi immune dal cascare un’altra volta nella rete dell’adescatore, quindi mi sottoporrò ad un intervento neurochirurgico per fami togliere quella valvolina da brava impiegata che mi scatta tutte le volte e mi farò impiantare quella che  dice: “Attenta! Ti stanno prendendo per i fondelli” 🙂 Peccato che non si possa fare sul serio…mi eviterei tanti di quei mal di pancia… uff!

Ma il lavoro non dovrebbe nobilitare l’uomo?!? Probabilmente mi tirerò dietro gli insulti di chi è a casa disoccupato, ma non posso fare a meno di chiedermi: non si può trovare una via di mezzo? Forse no, probabilmente questo è un momento in cui è tutto bianco o tutto nero, anzi grigio o nero visto come vanno le cose nel nostro Paese. Non voglio però chiudere l’articolo con questi colori, sono un’ottimista e penso realmente che le cose andranno meglio e ci risolleveremo. Certo non possiamo pensare che le nostre aziende restino così come sono adesso. A mio avviso il mondo del lavoro deve cambiare completamente approccio, così com’è ora non è più sostenibile ma questo è un discorso che affronterò la prossima volta 🙂 nel frattempo vado a casa a godermi un po’ il MIO tempo libero!

Premio tra blogger

Grazie Jash per il premio! sono davvero emozionata!

veryinspiringblogaward

Dopo aver ricevuto il premio bisogna rispettare le seguenti regole:

1. Copia e inserisci il premio in un post.
2. Ringrazia la persona che te lo ha assegnato e crea un link al suo blog.
3. Racconta 7 cose di te.
4. Nomina 15 blogger a cui vuoi assegnare il premio e avvisali postando un commento nella loro bacheca.

Bene le prime due le ho rispettate passiamo alla terza in cui devo raccontare 7 cose di me…

mumble mumble

Allora :

  • sono un po’ pazzerella nel senso che la maggior parte delle persone non mi classifica come “normale”, per fortuna!
  • penso che regalare un sorriso non costi nulla e aiuta te e gli altri a stare meglio
  • il mio colore preferito è il rosso
  • adoro gli occhiali ma ogni volta che li metto vorrei toglierli e quando non li ho vorrei averli 🙂 (lo avevo detto al punto uno che sono un po’ pazzerella)
  • mi piace la pioggia perchè mi fa apprezzare le giornate di sole
  • sono una fan degli occhi scuri, a mio avviso sono più profondi e più espressivi
  • credo profondamente nell’amicizia e penso che come l’amore ha bisogno di essere coltivata ogni giorno con cura e tanto impegno

Passiamo all’ultima ma non meno importante quarta regola: nominare 15 blogger a cui voglio assegnare il premio. In realtà questa regola la rispetterò sono in parte infatti dovrei nominare tutti i blogger che ho avuto l’opportunità di conoscere e quindi 15 nomine non basterebbero, così preferisco indicarne 5 che amo particolarmente:

http://elisabettapendola.com/

http://masticone.wordpress.com/

http://lavocedimarta.wordpress.com/

http://insenseofyou.wordpress.com/

http://latana.wordpress.com/

Lasciato anche il commento sulla loro bacheca!

Bene tutto fatto! fiuhhh  fiuh

 

 

Elezioni

Stupita, attonita, basita, esterrefatta, meravigliata, sbalordita e ancora non basta per esprimere la mia sorpresa nel vedere i risultati di queste elezioni. Non aggiungo altro se non il rimando a questo articolo di Gramellini

Buona lettura!

Giretto a Venezia

Il weekend appena passato mi sono concessa un viaggio a Venezia grazie ai coupon, una città straordinaria e unica.

Il consiglio migliore che posso dare è fare di tutto per perdersi! Si perdersi nelle calle (le vie) attraversando i ponti, ce ne sono 354 :-), e passando per i vari campi (le loro piazze), è stupendo senza contare che salendo e scendendo per i ponti e facendo continuamente scale è meglio della palestra!  Vi avviso però che non è che sia una città costosa, de più! Tralasciamo il pernottamento che meriterebbe un capitolo a parte, ma tutto tutto a Venezia costa tantissimo. Per il giro in gondola da 30 minuti ci vogliono 80 euro, per un’ora 120. Wow che sconto! Anche entrare a Palazzo Ducale e negli altri splendidi musei è un salasso, infatti ne ho visti solo due 🙂 e per mangiare ci vogliono almeno 25-30 euro a persona. Soprattutto muovetevi a piedi, ogni volta che si prende il vaporetto sono circa 7 euro a tragitto.

Ho cercato di fare un po’ di economia per quanto possibile ma anche se mi sono svenata ne è valsa la pena, non potevo non vedere una città così favolosa, con tutti i palazzi nell’acqua, solo mezzi acquatici per spostarsi: persino l’ambulanza, polizia, guardia di finanza e i carri funebri sono via mare, davvero incredibile!

E poi ci sono tanti di quei turisti, vi giuro che anche a Roma, a Londra, Parigi, non è possibile vederne così tanti sempre e continuamente. Si respira aria di mare ma anche di storia, di cultura e soprattutto di arte. Ci sono mostre dappertutto di grandi artisti e di quelli emergenti, in ogni calla, in ogni campo e su tutti i ponti ci sono e sono pezzi d’arte. Per non parlare delle meravigliose creazioni di vetro che sono vendute in ogni angolo della città, i mastri vetrai sanno davvero il fatto loro! Imperdibile da vedere è anche il mercato di Rialto, non ho mai visto così tanto pesce tutto insieme, freschissimo e almeno quello a prezzi ottimi, peccato non poterlo comprare e cucinare. I veneziani sono davvero gentili e disponibili, per cui se vi capita – e se non vi capita fatelo capitare – visitate Venezia!

vicino il mercato di Rialto le gondole il gran canale dalla basilica di san marco dal ponte dell'accademia dal gran canale

Non habemus papam

Come  far finta di niente? Dopo l’annuncio di ieri mattina non c’è quotidiano, tv, radio, pagina web che non ne parli! Non c’è dubbio questa notizia ha scioccato il mondo.

Obama, Merkel, Hollande e tanti altri hanno parlato di rispetto, di sorpresa, di coraggio, di apprezzamento.

Io personalmente appena l’ho saputo mi sono fatta due idee:

  • Se anche il papa dice che non ce la fa più cosa dovremmo fare noi poveri uomini e donne terrestri? Molliamo tutto pure noi perché il peso è troppo da sopportare?

Inizialmente ho interpretato infatti questa sua dichiarazione come un abbandono, un gettare la spugna, un’arresa e ho proprio pensato “se lascia pure lui siamo a posto!”

  • Si è reso conto di essere inadeguato, di non poter dare abbastanza in termini di forza sia fisica che morale per i tempi di oggi, per i problemi di oggi, per le persone di oggi e vuole lasciar spazio a chi invece può farlo (speriamo!)

Ovviamente dopo 2 minuti di riflessione sulla notizia appena appresa ha prevalso la seconda idea! 🙂

Penso che, a parte il coraggio, il rispetto per la difficile decisione, l’ammirazione e bla bla bla (non voglio essere blasfema ma non voglio protrarmi in lungaggini), la Chiesa abbia bisogno di un bel giro di vite, di un grosso cambiamento o forse adeguamento nel senso positivo del termine per avvicinarsi di più alla vita di oggi. Magari tante cose che si professano possono essere traslate a situazioni dei nostri tempi ma la maggior parte no! Non voglio mettermi ad elencare tutte le cose su cui non sono d’accordo perché non voglio farne un dibattito religioso, vorrei cercare di essere più oggettiva possibile e oggettivamente la Chiesa deve aggiornarsi a prescindere che si creda o non si creda, che si sia buddisti o cattolici, in ogni caso non potrà essere vicina alle persone di oggi e soprattutto al mondo in cui viviamo oggi se non prende il coraggio di adeguarsi ai tempi attuali.

Detto ciò dal 28 febbraio vedremo cosa accadrà… wait and see!

Tempo di ritorni

Prima di tutto voglio scusarmi per essermi assentata così tanto… la fine dello scorso anno e l’inizio del nuovo sono stati faticosi, non tanto in termini di stanchezza fisica ma più che altro per tutta una serie di vicissitudini accadute che mi hanno messo a dura prova… sinceramente ho attraversato diversi momenti di sconforto. Sono andata in ferie pochi giorni prima di Natale con una tale angoscia e con un grosso peso sul cuore di cui pensavo di potermi liberare stando a casa e riposandomi, lasciando tutto nel vecchio anno. Che illusione! Non si può scappare ma solo affrontando le paure e gli scheletri nell’armadio si può andare avanti, peccato che non sia così facile! Infatti all’inizio non è bastato, anzi il 2013 devo dire è iniziato proprio male, quindi tutto quello che pensavo (mi ero illusa) di essermi lasciata alle spalle si è ripresentato davanti la porta ancora più pesante e più angosciante di prima. Ho passato il mese di gennaio cercando di mettere un po’ di ordine perché così non potevo più andare avanti, di risolvere le situazioni in sospeso, di sistemare una cosa alla volta, rassegnandomi e/o lasciandomi scivolare addosso quello su cui non posso intervenire. Avevo bisogno di trovare un po’ di pace. Posso dire oggi che ce l’ho fatta? Non lo so. Sicuramente le persone meravigliose che mi stanno intorno mi hanno dato tanta forza senza neppure accorgersene e mi hanno aiutato in questi momenti anche di solitudine ricordandomi che non sono sola e che bisogna sempre pesare i problemi e le situazioni difficili contestualizzandoli rispetto al resto del mondo. Perché ogni tanto si cade nella trappola di considerare soltanto il proprio microcosmo dimenticandosi di quali sono le cose davvero importanti e per le quali ci si sveglia ogni mattina.