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Solitudine

Solitudine è sentirsi soli anche in una stanza piena di persone, è provare un senso incolmabile di vuoto dentro, non sentirsi capiti e accettati dagli altri, avere gente intorno ma non sentirne la presenza, confondersi con i muri o con l’arredamento, essere soprammobili immobili mentre tutto il resto ruota, non riuscire a muovere un passo mentre il mondo va avanti.

Si pensa solo a se stessi focalizzandosi completamente sulla propria persona senza accorgersi che non è così difficile interagire e avere relazioni anche con gli altri. Ci si concentra soltanto sul proprio malessere interiore e per quanto si vorrebbe parlare con altri o ascoltarli proprio non ci si riesce.

Paradossalmente, ti senti già molto solo ma con il tuo comportamento allontani anche chi ti sta attorno, non rispondi al telefono e di conseguenza non chiami nessuno, non vuoi uscire e preferisci rimanere nel letto al buio, sotto le coperte a pensare, pensare e ancora pensare per sentirti ad ogni riflessione sempre più malinconico e triste.  Forse è proprio così: la tristezza viene dalla solitudine del cuore (Charles-Louis de Montesquieu).

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Tempo di ritorni

Prima di tutto voglio scusarmi per essermi assentata così tanto… la fine dello scorso anno e l’inizio del nuovo sono stati faticosi, non tanto in termini di stanchezza fisica ma più che altro per tutta una serie di vicissitudini accadute che mi hanno messo a dura prova… sinceramente ho attraversato diversi momenti di sconforto. Sono andata in ferie pochi giorni prima di Natale con una tale angoscia e con un grosso peso sul cuore di cui pensavo di potermi liberare stando a casa e riposandomi, lasciando tutto nel vecchio anno. Che illusione! Non si può scappare ma solo affrontando le paure e gli scheletri nell’armadio si può andare avanti, peccato che non sia così facile! Infatti all’inizio non è bastato, anzi il 2013 devo dire è iniziato proprio male, quindi tutto quello che pensavo (mi ero illusa) di essermi lasciata alle spalle si è ripresentato davanti la porta ancora più pesante e più angosciante di prima. Ho passato il mese di gennaio cercando di mettere un po’ di ordine perché così non potevo più andare avanti, di risolvere le situazioni in sospeso, di sistemare una cosa alla volta, rassegnandomi e/o lasciandomi scivolare addosso quello su cui non posso intervenire. Avevo bisogno di trovare un po’ di pace. Posso dire oggi che ce l’ho fatta? Non lo so. Sicuramente le persone meravigliose che mi stanno intorno mi hanno dato tanta forza senza neppure accorgersene e mi hanno aiutato in questi momenti anche di solitudine ricordandomi che non sono sola e che bisogna sempre pesare i problemi e le situazioni difficili contestualizzandoli rispetto al resto del mondo. Perché ogni tanto si cade nella trappola di considerare soltanto il proprio microcosmo dimenticandosi di quali sono le cose davvero importanti e per le quali ci si sveglia ogni mattina.

Natale 2012

Già a novembre nelle città hanno iniziato ad apparire le prime luminarie per poi diffondersi con la fine del mese nel centro, nei corsi più grandi e nelle vie più commerciali. Tutte le vetrine si sono tinte di rosso, dorato, bianco e argento. Sono spuntati alberi di Natale e tappeti rossi. Ovunque sono apparse le scritte Buon Natale, Merry Christmas e Joyeux Noel e soprattutto “Idee regalo”. E già, ora comincia la corsa ai regali di Natale: per alcuni un vero e proprio e stress, per altri un divertimento, per altri una scocciatura e basta. Io appartengo alla seconda tipologia: quelli che si divertono. Adoro fare regali, anche se più che regali sono pensierini per le persone che amo. Sono tra quelli psicopatici che ci pensano mesi e mesi prima 🙂 Si perchè non mi piace comprare una cosa solo per “togliermi il pensiero” del regalo, ma già a marzo, giugno o settembre mentre giro per negozietti senza nessuno scopo vedo delle cose carine che mi piacerrebbe far avere alle persone a cui voglio bene e così le compro aspettando pazientemente che arrivi Natale per consegnarle! Lo so che è un po’ da pazzi fare in questa maniera ma sono dell’idea che le cose fatte all’ultimo non portino a grandi risultati, si cadrebbe in acquisti banali spendendo molto ma molto di più.

Devo dire che quest’anno come quello 2011 sarà piuttosto poverello ma l’importante è dare e ricevere un sorriso e stare insieme agli amici e alla famiglia, tutto il resto non è fondamentale. Penso che la crisi abbia solo questo di lato positivo: meno apparenza e più sostanza, meno futilità e più valori.

Mai come in questo anno, il 2012, sto riflettendo sui valori della famiglia e sui valori etici come la lealtà, l’onestà, l’amicizia e la fedeltà. Forse perchè con i momenti difficili che ognuno di noi nella propria situazione sta vivendo c’è bisogno di stare uniti, di stare insieme alle persone che amiamo e di lasciare da parte tutte le cose materiali e poco importanti che negli anni scorsi ci avevano annebbiato la vista. Sicuramente il motivo è dovuto anche al fatto che non ce le possiamo più permettere, ma in compenso – parlo per quella che è la mia esperienza e di qualche persona che conosco – abbiamo riscoperto le cose vere della vita. Ovviamente mi auguro che nei prossimi anni la situazione migliori e potremo godere di un maggiore benessere, spero tuttavia che non ci dimenticheremo dei valori ritrovati e non dimenticheremo questo Natale 2012, semplice ed essenziale ma vero e familiare.

Arrabbiata

Si arrabbiata, anzi arrabbiatissima con e per persone che neppure si meriterebbero questo spreco di energia!  

Arrabbiata perché la legge non tutela i deboli e gli indifesi, non ti permette di difenderti anche se non hai fatto nulla e non hai colpe senza costringerti a ricorrere a stuoli di avvocati, periti, testimoni e quant’altro. Si perché anche se sono questioni civili e non penali  – purtroppo lo posso dire per esperienza personale non sono meno gravi  – devi a tue spese “dotarti” di un legale che ti difenda. Praticamente siamo arrivati ad un punto che chiunque ne abbia voglia e non sappia cosa fare un pomeriggio può intentare una causa contro di chiunque e non c’è nessuno, e ripeto NESSUNO, che tuteli il mal capitato.

Un giorno così dal nulla, senza alcun preavviso, ti arriva una bella lettera con scritte un sacco di parole strane che non si capiscono, diciamo in “legalese”. Alla fine della lettura ti rendi conto comunque che ti devi trovare un avvocato, e pure bravo.

Leggi e rileggi il documento e inizi ad interrogarti:

 Perché ce l’hanno con me? Cosa ho fatto di male? Forse gli ho fatto qualche sgarro senza accorgermene?

E così ti siedi lì a terra con i fogli in mano e analizzi momento per momento tutte le tue azioni, finché dopo un’ora e mezza non riesci proprio a capire PERCHÈ ce l’hanno con TE!

Alla fine dopo due anni che vado avanti con questa storia tra avvocati, tribunali, udienze e tentativi di conciliazione, che però loro – gli accusanti – non hanno mai voluto neppure sentire, ho capito ahimè cosa muove queste persone – o almeno per me solo questa è la spiegazione: sono cattivi, non gli interessa che stanno facendo del male a qualcuno, non si preoccupano di provare semplicemente a parlare e trovare insieme una soluzione. Fino all’ultimo ho tentato di scendere a compromessi , ho cercato di mettermi nei loro panni per capire cosa potevo fare per venirgli in contro. Eppure nulla, ho sempre e solo visto sulle loro faccia ghigni cattivi. Godono nel vederti triste, malinconica e depressa, vogliono solo portarti via tutto, questo è lo scopo.

E intanto i tuoi miseri ma sudatissimi risparmi volano via, anzi devi pure farti un finanziamento per pagare le spese senza sapere se recupererai mai un quattrino. E si perché non è detto che ti risarciscono anche se vinci la causa. Quindi miei cari $$$ bye bye. E mentre ci sei dici pure benvenuta alla gastrite!  

Ho sempre pensato che in tutte le persone c’è del buono, anche quando non lo vedi devi scavare un po’ di più perché è nascosto… invece poi mi sono scontrata con la dura e amara realtà: non vale per tutti, alcuni sono solo cattivi e basta.

Questa esperienza mi ha resa più smaliziata forse, più consapevole della natura umana. In ogni caso non ho smesso di credere che ci sono tante persone disposte ad aiutarti senza volere in cambio niente, tante persone di cui ti puoi fidare e che ti vogliono bene e per fortuna sulla mia strada sono queste che fanno la differenza.

Voglio dedicare questo articolo a tutte le persone che mi sono state e mi sono ancora vicine in questa storia, GRAZIE.

È una questione di principio!

I miei primi 3 articoli hanno trattato argomenti leggeri e frivoli, perché forse non volevo essere subito pesante e non volevo aprirmi troppo… ma ho deciso di scrivere questo blog per esprimere me stessa e le mie idee quindi voglio condividere quello che per me è IL valore: la lealtà.

Se cerco su www.wikipedia.org  il significato di lealtà leggo

[… è parola che deriva dal latino legalitas e che indica una componente del carattere, per cui una persona sceglie di obbedire a particolari valori di correttezza e sincerità anche in situazioni difficili, mantenendo le promesse iniziali e comportandosi seguendo un codice prestabilito – sia esso tacito o esplicito. In altri termini, si può intendere per lealtà il grado di coerenza tra un comportamento nella pratica e gli ideali a cui si attiene teoricamente una persona … ]

Non avrei saputo spiegare meglio questo che è per me è il valore fondamentale della vita! 🙂

Sarà che sempre più frequentemente mi trovo in situazioni e/o con persone che non si comportano lealmente, che non sono sincere, che cercano di fregarti, che pensano solo all’apparire e a primeggiare passando sopra ogni cosa. Il mondo in cui viviamo è completamente drogato da questi comportamenti ipocriti e meschini. Ma dov’è il rispetto per il prossimo e soprattutto per se stessi e le proprie azioni?

Beh comunque è inutile parlare degli altri in questi casi, bisogna guardarsi allo specchio. Ognuno di noi ha la facoltà di scegliere che tipo di persona vuole essere, quale strada vuole percorrere. Per fortuna sulla mia strada ho incontrato diverse – non posso dire tante – persone che  la pensano come me e anche grazie a loro non mi arrendo nei momenti difficili, quei momenti in cui ti sembra che, forse, se fossi meno corretto o meno sincero, otterresti più vantaggi. Non te la prenderesti sempre in quel posto ma faresti il gioco che vogliono che tu faccia.

Ogni tanto quando mi si presenta davanti il famoso bivio sarei tentata di prendere quella scorciatoia che mi porterebbe subito dei risultati, ma poi mentre mi immagino intraprenderla vedo tutte quelle facce che elargiscono sorrisi non veri, strette di mano fasulle e tanta meschinità e allora guardo anche dall’altro lato e mi ricordo che esiste la lealtà, esistono persone oneste, esiste l’amicizia vera, e che, soprattutto, preferisco alzarmi la mattina sapendo in cosa credo e camminare a testa a alta.