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Meraviglioso

Sveglia alle 3 del mattino, un po’ intontita e sonnecchiante mi trascino per casa sbattendo a destra e a sinistra. L’acqua fredda sul viso mi sveglia, mi ricordo il motivo che mi spinge a far questo nel cuore della notte e la motivazione mi riattiva come una molla: mi vesto velocemente, afferro lo zaino e il sacco a pelo e volo giù per le scale, un’auto mi sta aspettando. Inizia il viaggio: buio, stelle, luna, curve, pedaggi, altre curve e mi addormento. Mi rianimo al confine francese quando finalmente vedo il mare.

Eccolo lì: così calmo, azzurro e scintillante con le luci del mattino, mi sento già meglio. Una volta arrivati metto il costume e mi sdraio in spiaggia a farmi scaldare dal sole, che bello sentire le ossa che prendono calore. Sento nell’aria profumo di salsedine e posso ascoltare beandomene le onde che si infrangono sul bagnasciuga. Più tardi farò un bagno anche se l’acqua è fredda, non vedo l’ora di sentire il sale sulla pelle e nuotare… che senso di libertà si prova in acqua.

All’ora di pranzo mentre i miei amici dormono e la spiaggia è pressoché deserta mi tiro su e sto seduta ad ammirare lo spettacolo che offre la natura, mi sento pervadere da un senso di pace e di benessere e guardando tutto questo penso a quella canzone dei Negramaro: è proprio vero ma come facciamo a non accorgerci di quanto il mondo sia meraviglioso? Sicuramente difficile, duro, non sempre giusto, ma sempre e comunque meraviglioso. Non posso fare a meno di crederci e di pensarlo, solo che ogni tanto me ne dimentico.

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La città in bicicletta

Da corsa, mountain bike, graziella, city bike, voi quale preferite? Io sono da city bike con cestino davanti, sprintosa e romantica per attraversare la città su due ruote in modo ecologico, divertente e più veloce di quanto si possa pensare. In bici non hai bisogno di cercare parcheggio ma la puoi posteggiare facilmente, le piste ciclabili (quando ci sono) sono completamente libere dal traffico, arrivi esattamente davanti o anche dentro, ove possibile, al posto in cui stavi andando. Sono sinonimo di ambientalismo e libertà, non hanno bisogno di bollo, né – soprattutto visti i prezzi di mercato – di carburante, non inquinano e ti portano dove vuoi. Senza contare che andando in bicicletta ti mantieni anche in forma! Praticamente il mezzo perfetto, ma ci sono anche degli svantaggi non dovuti tanto alla bici ma alle piste ciclabili e al codice stradale. Infatti seppur le piste ciclabili sono aumentate rispetto a qualche anno fa, c’è ancora molto lavoro da fare. Ad esempio spesso finiscono tutto d’un tratto senza motivo, oppure hanno un asfalto non adeguato, senza contare che gli automobilisti vorrebbero metterci sotto perché per loro siamo solo d’intralcio. Ci tocca respirare lo smog, fare acrobazie tra piste che finiscono, scalini che appaiono, buche della città, slalom nel traffico. Praticamente andare in bici uguale rischiare la vita. Ma i ciclisti in città sono tanti e piano piano stanno diventando sempre di più, anche a causa della crisi che ci costringe a lasciare da parte le auto ormai troppo dispendiose, e i comuni si stanno adeguando a quelli europei più evoluti. Insomma seppur le biciclette appartengono al passato, ci accompagnano nel presente e sicuramente ci saranno anche nel futuro. È un mezzo che unisce tutte le età: bambini, ragazzi, adulti e anziani, tutti i pronti ad inforcare la bici per un giro divertente o come stile di vita.

Speriamo che si investa di più per rendere le città completamente agibili per le biciclette e più sicure per coloro che le adoperano.