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Annunci di lavoro

Sono solita vedere al mattino il tg regionale e non so se anche quello della vostra regione è così, ma in quello che vedo io il giovedì al termine delle notizie vengono letti gli annunci di lavoro.

Non avete idea delle competenze e degli skills richiesti a questi candidati. L’annuncio selezionato oggi dal tg era per questa tipologia di candidati: devono avere tutte le patenti possibili, essere laureati in ingegneria possibilmente con laurea specialistica, con un’esperienza di almeno 3 anni ma con un’età non superiore ai 30 anni, devono conoscere l’inglese e il tedesco in modo fluente, costituisce titolo preferenziale la conoscenza di realtà industriali, occorre che sappiano utilizzare autocad.

Dico io non vogliamo anche chiedere a questi poveri candidati di saper fare la verticale e camminare su una mano?!? Oppure saper scalare una parete bendati utilizzando solo i piedi?!?

Dopo queste domande, secondo me assolutamente legittime, ho pensato: “se uno ha tutti questi requisiti si beccherà uno stipendio da paura!” E invece…povera illusa!

Indovinate? E’ previsto un rimborso spese mensile pari a 600 €. A questo punto sono partiti i miei insulti contro la conduttrice:

bip bip bip bip bip bip bip bip bip bip

Ma dico io state cercando un personaggio che possieda tutto ciò che richiedete, che già è un’impresa difficile se non impossibile e converrebbe interpellare Chi l’ha visto perchè un genio così non so dove possa trovarsi, ma porca miseria almeno volete pagarlo per le competenze possedute? Cioè sto tipo per avere tutte le patenti, saper usare autocad, avere la laurea specialistica in ingegneria e bla bla bla, avrà speso dei soldi, avrà investito su sè stesso per acquisire e sviluppare tutto queste conoscenze, di conseguenza dovrà un minimo rientrare del tempo e del denaro che ha speso o no?!?

La mia indignazione è altissima e qui mi taccio, lascio a voi ulteriori commenti.

Annunci

Non habemus papam

Come  far finta di niente? Dopo l’annuncio di ieri mattina non c’è quotidiano, tv, radio, pagina web che non ne parli! Non c’è dubbio questa notizia ha scioccato il mondo.

Obama, Merkel, Hollande e tanti altri hanno parlato di rispetto, di sorpresa, di coraggio, di apprezzamento.

Io personalmente appena l’ho saputo mi sono fatta due idee:

  • Se anche il papa dice che non ce la fa più cosa dovremmo fare noi poveri uomini e donne terrestri? Molliamo tutto pure noi perché il peso è troppo da sopportare?

Inizialmente ho interpretato infatti questa sua dichiarazione come un abbandono, un gettare la spugna, un’arresa e ho proprio pensato “se lascia pure lui siamo a posto!”

  • Si è reso conto di essere inadeguato, di non poter dare abbastanza in termini di forza sia fisica che morale per i tempi di oggi, per i problemi di oggi, per le persone di oggi e vuole lasciar spazio a chi invece può farlo (speriamo!)

Ovviamente dopo 2 minuti di riflessione sulla notizia appena appresa ha prevalso la seconda idea! 🙂

Penso che, a parte il coraggio, il rispetto per la difficile decisione, l’ammirazione e bla bla bla (non voglio essere blasfema ma non voglio protrarmi in lungaggini), la Chiesa abbia bisogno di un bel giro di vite, di un grosso cambiamento o forse adeguamento nel senso positivo del termine per avvicinarsi di più alla vita di oggi. Magari tante cose che si professano possono essere traslate a situazioni dei nostri tempi ma la maggior parte no! Non voglio mettermi ad elencare tutte le cose su cui non sono d’accordo perché non voglio farne un dibattito religioso, vorrei cercare di essere più oggettiva possibile e oggettivamente la Chiesa deve aggiornarsi a prescindere che si creda o non si creda, che si sia buddisti o cattolici, in ogni caso non potrà essere vicina alle persone di oggi e soprattutto al mondo in cui viviamo oggi se non prende il coraggio di adeguarsi ai tempi attuali.

Detto ciò dal 28 febbraio vedremo cosa accadrà… wait and see!

Tempo di ritorni

Prima di tutto voglio scusarmi per essermi assentata così tanto… la fine dello scorso anno e l’inizio del nuovo sono stati faticosi, non tanto in termini di stanchezza fisica ma più che altro per tutta una serie di vicissitudini accadute che mi hanno messo a dura prova… sinceramente ho attraversato diversi momenti di sconforto. Sono andata in ferie pochi giorni prima di Natale con una tale angoscia e con un grosso peso sul cuore di cui pensavo di potermi liberare stando a casa e riposandomi, lasciando tutto nel vecchio anno. Che illusione! Non si può scappare ma solo affrontando le paure e gli scheletri nell’armadio si può andare avanti, peccato che non sia così facile! Infatti all’inizio non è bastato, anzi il 2013 devo dire è iniziato proprio male, quindi tutto quello che pensavo (mi ero illusa) di essermi lasciata alle spalle si è ripresentato davanti la porta ancora più pesante e più angosciante di prima. Ho passato il mese di gennaio cercando di mettere un po’ di ordine perché così non potevo più andare avanti, di risolvere le situazioni in sospeso, di sistemare una cosa alla volta, rassegnandomi e/o lasciandomi scivolare addosso quello su cui non posso intervenire. Avevo bisogno di trovare un po’ di pace. Posso dire oggi che ce l’ho fatta? Non lo so. Sicuramente le persone meravigliose che mi stanno intorno mi hanno dato tanta forza senza neppure accorgersene e mi hanno aiutato in questi momenti anche di solitudine ricordandomi che non sono sola e che bisogna sempre pesare i problemi e le situazioni difficili contestualizzandoli rispetto al resto del mondo. Perché ogni tanto si cade nella trappola di considerare soltanto il proprio microcosmo dimenticandosi di quali sono le cose davvero importanti e per le quali ci si sveglia ogni mattina.

Impara l’arte e mettila da parte

L’arte è accessibile solo a pochi: andare a teatro, visitare una mostra, vedere un balletto, comporta dei costi davvero onerosi per noi comuni mortali assoggettati dalla crisi. So che non ho scoperto l’acqua calda con questa dichiarazione 🙂 ma ci stavo riflettendo l’altra sera quando sono stata a teatro a vedere una rappresentazione di Gabriele Lavia, Tutto per bene. È stato uno spettacolo davvero stupendo e molto emozionante e così, mentre tornavo a casa, pensavo che è davvero un peccato che non tutti possano godere della bellezza dell’arte perché un biglietto di questi tempi è troppo costoso con tutte le spese e tasse che dobbiamo sostenere. Figuriamoci poi comprarli per tutta la famiglia: diventa un salasso.

Pensare che invece la maggior parte di musicisti, gli attori di teatro e pittori sono sottopagati e fanno la fame e spesso si sovvenzionano da soli per poter esprimere il proprio talento e coltivare la loro passione.

Credo che l’arte in tutte le sue forme sia capace di far vibrare le corde dell’anima, di arrivare in punti così profondi del nostro essere che anche a noi sono sconosciuti. Tutte le volte che riesco ad andare a vedere una mostra, una rappresentazione teatrale, un balletto piuttosto che un’opera lirica mi si riempiono gli occhi di bellezza e il cuore di emozioni. Forse qualcuno potrà trovarlo un po’ eccessivo ma è proprio così che mi fa sentire, penso per questo che dovrebbe essere disponibile economicamente parlando per tutti.

Certo non posso dire che non mi sia mai capitato di vedere quadri incomprensibili che più di un punto interrogativo non mi hanno lasciato, o spettacoli in cui la trama o gli attori erano davvero pessimi ma facendo una rapida carrellata nei miei ricordi sono episodi molto circoscritti.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Nel frattempo di leggere qualche opinione, riporto qui sotto il video promo di Tutto per bene di G. Lavia che consiglio vivamente di vedere se ne avete l’opportunità!

Serata tra amiche

Una settimana fa mi è arrivato un invito per partecipare ad una festa molto esclusiva in cui non c’era alcun indizio riguarda la serata. Ho subito pensato che fosse un’occasione unica per estendere l’invito alle mie amiche e passare una serata solo tra ragazze!

Ci siamo divertite da matti: per una serata abbiamo lasciato a casa fidanzati, mariti, figli, cani, gatti, problemi, preoccupazioni, casa da pulire, cene da preparare, insomma abbiamo liberato la mente e ci siamo tuffate in questa festa un po’ strana e un po’ misteriosa ma che alla fine più per la compagnia che non per l’organizzazione – seppure molto ben progettata –  si è rivelata un’occasione per pensare solo alle frivolezze che fanno parte della vita. Certe volte siamo talmente presi dalle responsabilità, le cose da fare, i casini da risolvere che anche se si esce a bere una birra con gli amici non riesci mai a distenderti del tutto. Invece in quella serata siamo solo riuscite a pensare a stupidaggini e basta. Ridere a crepapelle perché un tipo voleva rubarmi il tovagliolo di carta tra l’altro già usato – perché volesse proprio il mio nonostante ce ne fosse una pila di puliti accanto resta un mistero irrisolto!

Senza voler togliere alcun merito agli organizzatori, non penso che il nostro divertimento sia dovuto alla festa, ma più allo stato d’animo con cui abbiamo affrontato la serata.

Il tempo che stiamo vivendo, con la crisi, la disoccupazione, i soldi che non bastano ad arrivare a fine mese, ci sta talmente soffocando che non si riesce più – parlo quanto meno per me e per le persone con cui mi confronto – a prendersi un attimo per sé, un attimo di svago senza sentirsi in colpa.

La maggior parte delle volte quando ci troviamo tra di noi ci confidiamo e parliamo dei nostri problemi anche per sfogarsi un po’ e quindi non fai altro che pensare e ripensare alle stesse cose, invece questa volta è come se fossimo tornate ai tempi dell’università in cui la massima preoccupazione era preparare un esame, e che problema ci sembrava!

Ci vogliono più serate così, certo non una a settimana ma ogni tanto si può fare e non ce ne vogliano i nostri boyfriend ma ci ringrazierete anche voi perché al ritorno saremo più rilassate e di ottimo umore!

Le cose devono cambiare, basta con l’austerity

Oggi tutta l’Europa ha manifestato per la prima volta contro l’austerity. Per quanto io pensi che la voragine in cui siamo finiti andasse in qualche modo colmata, queste continue tasse e sovrattasse che devono pagare sempre e solo le solite persone non ci portano da nessuna parte. Si perché ogni giorno si sente di gente che non riesce a pagare i mutui, non ha i soldi per fare la spesa, per mangiare, che non riesce più  a mantenere la propria famiglia e si riduce disperata anche a gesti estremi. Soprattutto ci sono i giovani, che ormai vengono trattati dalla società sempre peggio: non hanno un lavoro, non hanno una casa, non hanno una famiglia; l’unica cosa di cui sono in possesso è un pezzo di carta, la laurea. Peccato che non ci paghi niente!

Però adesso le persone dicono BASTA e oggi per la “Giornata Europea di azione e solidarietà”: 23 paesi si sono uniti contemporaneamente per manifestare contro la crisi e le misure prese per superarla, perché non ce la facciamo più, siamo con l’acqua alla gola, le nostre tasche sono vuote non c’è rimasto più nulla cui attingere. E allora iniziamo a togliere, no ai ricchi, ma a coloro che siedono su quelle belle poltrone rosse che ci costano tutti i nostri soldi perché dobbiamo mantenere le numerosissime auto blu, gli appartamenti, le feste, i rimborsi, i jet, le escort, perfino la spesa gli paghiamo. Le cose devono cambiare.